Tendola
Nel 1317, Castruccio Castracani occupò vari feudi della Lunigiana, tra cui Fosdinovo, e centri come Tendola, Giucano e Gragnola gli si sottomisero spontaneamente. Nel 1320 Spinetta Malaspina il Grande li riconquistò con l'aiuto di Cangrande I della Scala, ampliandosi anche sulla Lunigiana orientale e la Garfagnana. Da sempre Tendola fu sottoposta ai nobili di Fosdinovo, fin da quando, nel 1340, i nobili di Erberia cedettero Fosdinovo e le ville di Tendola e Zucano (antico nome di Giucano) a Spinetta dei Malaspina di Verrucola, per saldare un debito di cinquecento fiorini d'oro.
Tendola entrò dunque fin da subito a far parte del neonato Marchesato di Fosdinovo (1355) che, nel 1359, venne spartito tra Guglielmo e Galeotto Malaspina: Tendola spettò al primo marchese Galeotto I Malaspina. Nel 1393, con una nuova suddivisione, rimase unita a Fosdinovo, spettando a Spinetta II Malaspina insieme ad altri centri della zona, e vi rimase fino al tramonto del Marchesato, nel 1797.
Con l'ascesa di Napoleone e la nascita della Repubblica Cisalpina, Tendola entrò nella Municipalità di Fosdinovo con 3 consiglieri su 132. Con la riorganizzazione del 1803 rimase unita a Fosdinovo in una Comune di seconda classe comprensiva anche di Carignano, Cortila, Giucano, Gragnola, Marciaso, Pian di Molino, Pieve di Viano, Ponzanello, Posterla e Pulica.
Il toponimo sembra derivare da "tenda": forse perché qui i pastori pernottavano in tende con il gregge, o perché la "tenda" era il nome della trappola per catturare gli uccelli. L'area tra Marciaso e Tendola conserva grotte e ripari con tracce dell'uomo di Neanderthal, simili a quelle della tecchia di Equi. È in una carta sui confini tra Giucano e Falcinello, del 1201, che per la prima volta viene menzionata Tendola; è citata nel Codice Pelavicino nel 1231, anche se già nel 1189 era comparso il toponimo Campotendoli. Nel paese vi era un ospedale di epoca ignota, di cui è andato perduto il libro dell'amministrazione.
Nel 1804 le Comuni della Lunigiana furono ridotte a terza classe: nacque così la Comune di Tendola e Ponzanello, esistita fino al 1811. Dopo la parentesi napoleonica, Tendola entrò, insieme a Fosdinovo, nell'orbita del Ducato di Modena e Reggio, sotto il cui dominio fu completata, nel 1822, la prima strada rotabile del fosdinovese, lunga circa otto miglia, che dal Portone di Caniparola raggiunge ancora oggi Tendola passando per Fosdinovo. Nel 1833 Tendola contava 378 abitanti. Nel 1905 fu creata la Società di Mutuo Soccorso di Tendola, tuttora attiva ed unica nel suo genere sul territorio.
Il 15 luglio 1921 a Tendola fu ucciso a colpi di rivoltella Pietro "Gino" Procuranti, nazionalista e fascista; per rappresaglia, il giorno dopo due camion fascisti entrarono a Fosdinovo, terrorizzando la popolazione e devastando il circolo socialista, la casa del comune e le abitazioni di altri "sovversivi", tra cui quella del parroco.
Il paese conserva anche una storia toccante legata alla Seconda guerra mondiale: il soldato nippo-americano Tadao "Beanie" Hayashi vi fu ucciso dai tedeschi. Il suo grande amico Sadaichi Kubota tornò a Tendola nel 2004 per celebrare un rito buddista in sua memoria, trovando così pace due mesi prima di morire alle Hawaii.