Pulica
Le origini di Pulica sono antichissime: potrebbe identificarsi con la "Pullion" citata dall'Anonimo Ravennate intorno all'anno 700, ed è menzionata con certezza in una pergamena dell'archivio arcivescovile di Lucca del 579, insieme a "Colugnola" (oggi Colognola), con cui il vescovo di Lucca Gherardo I e quello di Luni Gualtiero I permutarono alcuni terreni con l'approvazione del Duca Adalberto.
Durante uno scavo del 2000 nei pressi del paese è stata rinvenuta una tomba a capanna di un guerriero ligure-apuano del III secolo a.C., con ceneri custodite in un'olla coperta da una ciotola insieme ad altri vasi e armi: di straordinario interesse il ritrovamento di un elmo bronzeo decorato con corna, che lascia supporre l'importanza del defunto. Sempre al III secolo a.C. risale la necropoli ligure di Monte Grosso (o Neverbona), presso Pulica.
Nel 1186 vi fu una disputa tra i Signori di Fosdinovo e gli uomini della Villa di Pulica, costretti a costruire gratuitamente delle case a Fosdinovo. Nel 1343 Pulica fu saccheggiata dal mercenario Raimondo di Monteverde e quasi completamente distrutta pochi anni dopo da Rainaldo di Fermo, ma già nel 1398 il borgo era stato ricostruito. Pulica entrò dapprima nel Marchesato di Olivola, poi in quello di Castel dell'Aquila (Gragnola), quando il ramo Malaspina di Olivola si estinse (1412), e infine nel Marchesato di Fosdinovo nel 1467, cui rimase legata fino al 1797. Intorno al 1600 l'antico castello, fatto costruire dal vescovo di Luni Gualtiero II nel 1211, fu trasformato nella chiesa dedicata a San Giovanni Battista.
Con l'ascesa di Napoleone e la nascita della Repubblica Cisalpina, Pulica entrò nella Municipalità di Fosdinovo con 3 consiglieri su 132. Con la riorganizzazione del 1803 rimase unita a Fosdinovo in una Comune di seconda classe comprensiva anche di Carignano, Cortila, Giucano, Gragnola, Pian di Molino, Pieve di Viano, Ponzanello, Marciaso, Posterla e Tendola. Nel 1804 nacque la Comune di Posterla, Pulica e Marciaso, esistita fino al 1811.