Ponzanello
Uno dei più importanti ritrovamenti fosdinovesi relativi alla tarda età del Ferro (IV-III secolo a.C.) è rappresentato dalla tomba di Ponzalo, posta tra Biboia e Ponzanello. Ponzanello viene menzionato nell'XI secolo, quasi contemporaneamente al suo castello, negli stessi anni in cui vengono citati altri centri vicini come Fosdinovo e Marciaso. Fin dalle prime attestazioni la si avvicina ai Vescovi di Luni, dai quali sappiamo che dipendeva fin dal 1158: il castello diventerà ben presto sede, archivio, biblioteca e cassaforte dei Vescovi-Conti, terra che rimarrà in loro possesso a lungo. È citato per la prima volta nel 1185, quando Federico Barbarossa confermò al vescovo di Luni Pietro i suoi possedimenti (per altre fonti la prima citazione risalirebbe addirittura al 963), ed era contraddistinto fin da subito dalla sua tripla forma concentrica e fortificata. Nel 1233 vennero compilati i primi Statuti comunali (Statuta Ponzanelli, 1234), e già dal 1201 il paese era organizzato in libero Comune, con notizia di un "consul de Ponzanello": uno dei primi Comuni liberi della Lunigiana.
Fin dal 1254 il paese presenta due luoghi di culto: la Chiesa di San Martino e la cappella dedicata a San Filippo Neri, annoverate come chiesa vecchia e chiesa nuova. È nel corso del Duecento che il borgo si amplia con i sobborghi, ancora presenti, di Ara, Serra e Colla. Dal 1239 Ponzanello iniziò a essere conteso e conquistato a più riprese: in quell'anno Federico II di Svevia prese momentaneo possesso, dal vescovo di Luni Guglielmo, dei castelli di Ponzanello, Fosdinovo e Vezzano, mentre nel 1264 Ponzanello fu occupata da Nicolò Fieschi.
La fortificazione ritornò in mano ai vescovi nel 1273 e, sotto il vescovo Enrico da Fucecchio, fu ristrutturata nel 1274. Dopo la Pace di Castelnuovo (1306), di cui fu artefice Dante Alighieri, Ponzanello fu teatro di uno scisma all'interno della Diocesi di Luni: morto il vescovo Antonio Nuvolone da Camilla, i canonici della Cattedrale elessero Gherardino Malaspina, mentre un gruppo dissidente si riunì nel castello di Ponzanello ed elesse fra' Guglielmo dei Frati Minori, per ragioni politiche legate alla contrapposizione tra guelfi e ghibellini. Nel 1319 Ponzanello fu nuovamente conquistata da Castruccio Castracani; dopo la fine della guerra con Spinetta Malaspina il Grande (1328), Fosdinovo divenne feudo dei Malaspina (1340) e poi Marchesato (1355). Ponzanello, però, al contrario dei paesi vicini, non entrò a far parte del Marchesato e rimase appannaggio dei Vescovi lunensi, che ne fecero un'inespugnabile rocca capace di contrastare a lungo i Malaspina.
La cessione di Ponzanello ai Malaspina arrivò solo nel tardo Quattrocento (1481), quando il comune di Firenze ne accordò la giurisdizione al marchese Gabriele II Malaspina di Fosdinovo, che nel 1497 vi fece costruire un ospitale. I Malaspina legarono così il destino di Ponzanello a quello di Fosdinovo per più di tre secoli, fino al 1797. Nel 1666 il marchese Pasquale Malaspina, ottenuto dall'imperatore Leopoldo I il diritto di battere moneta, aprì una zecca anche a Ponzanello, oltre a quella di Fosdinovo.
Con l'ascesa di Napoleone e la nascita della Repubblica Cisalpina, Ponzanello entrò nella Municipalità di Fosdinovo con 3 consiglieri su 132. Con la riorganizzazione del 1803 rimase unito a Fosdinovo in una Comune di seconda classe comprensiva anche di Cortila, Giucano, Gragnola, Marciaso, Pian di Molino, Pieve di Viano, Tendola, Posterla e Pulica. Nel 1804 nacque la Comune di Tendola e Ponzanello, esistita fino al 1811. Nel 1833 Ponzanello era un centro che contava 488 abitanti.