Caniparola
Dopo la Restaurazione, Fosdinovo e, di riflesso, anche Caniparola passarono sotto gli Estensi, che nel 1822 completarono la prima strada rotabile del fosdinovese, lunga circa 8 miglia, che dal Portone di Caniparola giunge ancora oggi a Tendola passando per Fosdinovo. I discendenti dei Malaspina di Fosdinovo, durante il dominio estense, vissero proprio nella Villa Malaspina, poiché il Castello di Fosdinovo era stato comprato dagli Estensi stessi per evitare che venisse usato come cava di materiale.
Fin dal 1865 è attestata a Fosdinovo la presenza di un gruppo chiamato "Congiura", esprimente idee socialiste, con fulcro presso gli operai di lignite di Caniparola. Nel 1937 per la prima volta il Giro d'Italia attraversò il Comune di Fosdinovo, scoprendo l'irta salita di 6,2 km che porta da Caniparola a Fosdinovo (pendenza media del 7%, con punte del 10%), durante la quarta tappa, tenutasi l'11 maggio tra Genova e Viareggio. La tappa fu vinta dal ciclista italiano Olimpio Bizzi, mentre il primo in vetta dopo la salita fu Enrico Mollo, che arrivò poi terzo alla tappa.
Il toponimo di Caniparola deriva dalla coltivazione della canapa che si svolgeva nell'area in passato. Fin dal 1355, anno in cui nacque il Marchesato di Fosdinovo, Caniparola ne faceva parte in qualità di villaggio minore: per tutta l'esistenza del Marchesato ne condivise il destino, assumendo un'importanza via via sempre più crescente.
Fino al XVIII secolo sorgeva a Caniparola una torre, edificata al tempo dei vescovi di Luni, sulla quale il marchese di Fosdinovo Gabriele III Malaspina, portando a termine il progetto del suo predecessore Carlo Francesco Agostino Malaspina (che vi morì nel 1722), costruì nel 1727 la propria residenza estiva, la Villa Malaspina. Sempre Gabriele III completò la via maestra che ancor oggi collega Caniparola a Fosdinovo. La piana su cui fu fondata la villa era già sfruttata per uso agricolo dai Malaspina, che vi avevano fatto costruire diverse case coloniche (si parla infatti di "fattorie malaspiniane"). Verso la metà del XVIII secolo, tra la fine del marchesato di Gabriele III e l'inizio di quello di Carlo Emanuele Malaspina, furono scoperti alcuni banchi di lignite per l'estrazione del cosiddetto "carbon fossile di Caniparola".